Il disegno di GIACOMO CARAMEL 1919 - 1950
Edito
dalla Matteo Editore di Dosson (Treviso), è uscito il libro dedicato
ai disegni di Giacomo Caramel (San Biagio di Callalta,
1890-1989).
Lo studio è un atto
d'amore per un artista di grande rilievo, da una biografia ancora
sconosciuta, così come il suo lavoro artistico per la parte che
riguarda il disegno qui da lui concepito come fatto autonomo,
poetico.
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IL CONCETTO DI BAROCCO
NELL’ARTE DI JUAN RIPOLLES,
2004
Juan
Ripollés non nega il suo debito ai grandi pittori dell’inizio del
Novecento. Egli dichiara in un’intervista di essere rimasto colpito ed
innamorato a Parigi della pittura di Picasso e di Chagall. Ed è fra
questi due poli artistici della pittura moderna che si gioca la sua
visione anche se, a mio avviso, un’influenza sognante, magari
inconscia, gli viene dalla pittura di Mirò; vedi i Testoni, dove il
corpo è concepito quale appendice e privato della sua funzione sia
fisiologica che estetica ma che donano l’innocenza alle sue figure. Ma
riprenderemo questo ragionamento più avanti.
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PROSPETTIVE,
Novembre 2004
Da alcuni anni mi lascio andare ad una deriva colloquiale dove
l’incanto del guardare vale di più dell’ascolto, e poi rimugino.
Debbo dire che in questi ultimissimi anni due fattori importanti
hanno coinciso per un allargamento delle radici dell’arte. Radici se
consideriamo, quale metafora, che i frutti o i rami possono essere
le condizioni attuali della situazione artistica sia sul piano della
ricerca che su quello della estetica.
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CANONE INVERSO,
2004
Pubblicato su Arte 2000
E’
noto che era in uso nei secoli scorsi un viaggio in Italia da parte
di chi si occupasse di arte al fine di aggiornare e istruirsi sul
campo. Meta del viaggio per questi artisti era essenzialmente Roma
in cui si incrociavano tutti gli stili artistici sino allora
conosciuti grazie alle stratificazioni storiche che si erano
succedute nella capitale. Si poteva passare dall’ Impero Romano, al
Romanico, poi dal Rinascimento su sino al Barocco restando sempre
nello stesso posto.
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odio ad arte,
2002
Dal catalogo "Odio", Juliet Editrice in
Trieste
L’arte in quanto elemento creativo reca in sé il germe della scelta.
La non inferenza, come l’arte per l’arte, ha generato sempre soluzioni
solo formali più legate al testo estetico che mantiene il discorso
all’interno dello stesso ragionamento estetico senza possibilità
alcuna di sviluppare il nuovo e comunque alla lunga rendendo esangue
anche lo strumento “linguistico” con cui o su cui si opera; basti
vedere la pittura dei “copisti” quegli artisti cioè che pur avendo
grande artigianalità manca loro l’anima. Inoltre come ebbe a dire lo
stesso Freud: “ I biografi sono fissati al loro eroe in maniera del
tutto singolare. Spesso l’hanno fatto oggetto dei loro studi perché
sin da principio,
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GUIDA PER UN PAESAGGIO INTERIORE,
Maggio, 01
(Fenditure, il paesaggio fra realtà, fantascienza e
catastrofe)
Dal catalogo
"Fenditure" , Juliet Editrice in Trieste.
Caro lettore,
il mio compito, forse il più difficile, è quello di condurti per
mano all’interno delle “Fenditure” di questo paesaggio ideale che è
l’arte e dal suo interno sperimentare un’altra prospettiva, un’altra
visione.
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SISLEY XHAFA,
Ottobre 1999
Pubblicato nel nr.94 di Juliet Art
Magazine.
L’abitudine alla casa, alla prima difesa naturale come la definiva
E. Junger identificandola strettamente con la famiglia è probabilmente
patrimonio culturale dell’umanità. Tant’è che i disperati o barboni
vengono definiti anche come “senza casa” o Homeless. Molto cinema
trash sui borgatari romani ci ha fatto vivere storie di “ordinaria
follia” attorno alla baracca che assieme alle assi e tavole, più Tv
con cenci appesi e tanti figli sporchi diveniva l’archetipo della
italica famiglia sotto proletaria.
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DA QUI ALL'ETERNITA',
Dicembre, 98
Oggi può sembrare anacronistica l'idea della pittura e non solo il
suo atto artistico ma questo in un certo qualmodo fa parte dello
spirito del tempo che può essere in sintonia con questa "cosa" oppure
no, ma la contiene. Pertanto non bisogna curarsi eccessivamente del
giudizio altrui (questa la morale generale) e continuare a credere
nell'atto della pittura coscienti che il suo mutare è legato alle
coincidenze di essere nel momento giusto, come in quello sbagliato,
dentro il mestiere proprio, la propria condizione di artista.
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LA CURA,
Dicembre '97
I mezzi di comunicazione creando un “villaggio globale”
hanno di fatto reso più complesso il mondo e conseguentemente vivere
la complessità diviene più difficile. Inoltre l’uso del computer ha
creato una vertiginosa scissione dalla meccanica che è ancora
l’elemento base (per l’umanità) di una progettualità prima
individuale, per la conoscenza, poi collettiva.
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L'ATTUALITA DI BIAGIO PANCINO,
Ottobre, 97
È forse d’obbligo, quando si parla di un artista italiano che dagli
anni ‘50 vive in Francia, citare il milieu culturale in cui si è
formato con tutte le ascendenze e le derivazioni del caso. È forse
d’obbligo quindi citare il Merleau-Ponty di “Segni” (“Signes”
Gallimard - Paris 1960) quando scrive che la storia ha dato sempre a
chi ha già avuto mentre toglie ancora a chi nulla ha;
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