Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)

Ott 15 – Spray per Juliet

1510_M_Pistoletto_allHome_Festival_trevisoIn principio era “Data” la rivista diretta dal raffinato intellettuale Tommaso Trini, poi arrivò un numero speciale dedicato a Fluxus di “Flash Art” e fu amore a prima vista. Nel proseguo del tempo l’amore divenne fedeltà alla rivista diretta da Giancarlo Politi.

E lì conobbi le performances di Michelangelo Pistoletto, con la sua compagnia teatrale vestita di bianco davanti a tavole imbandite. E lì vidi pubblicate in seguito le sue potenti sculture, quasi un ritorno poverista alla materia, di cui non si capiva se erano fatte di marmo o di polistirolo colorato, come le grandi finte pietre scagliate da Maciste nei film romani degli anni Sessanta. Di certo è che l’inganno era notevole, come nei suoi specchi, sempre degli anni Sessanta, di cui non si capiva se era importante il pubblico che vi si specchiava o diversamente la figura serigrafata sulla lamiera a specchio.Di certo c’era un’interazione, che arriva fino a tutt’oggi con gli specchi rotti alla biennale veneziana, che poi lo premiò con il Leone d’oro.

1510_M_Pistoletto_con_Max_dei_Subsonica_IIEd oggi, anno domini 2015, Michelangelo Pistoletto si aggira per l’Home Festival di Treviso in balìa di giovani dalla memoria corta che gli fanno vedere le loro creazioni neutre mentre lui è lì presente per proporre, predicare e predire il suo “Terzo Paradiso”, quel cerchio chiuso dove all’origine era racchiuso l’Eden biblico e che oggi si inserisce fra i due cerchi che definiscono orizzontalmente l’infinito nella sua forma matematica dell’otto orizzontale. Fra i due cerchi del Nastro di Moebius sta un nuovo segno, antico per anima, che si trova in alcuni capitelli di Riva del Garda (o, se ricordo bene, pure a Rovereto) entrambe in provincia di Trento irredenta con la prima Guerra Mondiale. Michelangelo Pistoletto che ha presentato il “Terzo Paradiso”, segno-simbolo che inscrive nella linea dell’infinito un cerchio, evocativo dei cicli della rigenerazione della materia e della circolarità del tempo, è stato supportato da una canzone dei Subsonica, presenti sul palco dell’Home Festival di Treviso con il maestro ottuagenario che, da vecchio leone, spiega l’importanza di far correre questo suo messaggio dentro la musica che seguono i giovani e fuori dalla cerchia della sua Cittadella amata, ma così ristretta.

Ed è vero: i giovani lo guardano come si guarda un profeta dalla parlata aulica, e sentono la possibilità di un futuro migliore da cantare e pure da vivere. Grazie alla mistica intuizione di un guru dell’arte contemporanea.

Boris Brollo