Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)

0415 – Clara BRASCA – Concordia (Ve)

Battistero e le Sale Museali del Comune di Concordia Sagittaria

faunoconcordia

Museo di Concordia: Fauno

Inaugurazione, VENERDI 17 ALLE ORE 17.
Dopo 30 anni esatti rifaccio un’altra edizione di Colloquim che nel 1985 aveva visto presenti: Giovanni Cesca, Giorgio Scarato, Brigiette Brand e me stesso con un giro di installazioni personali al’interno del Battistero.
Questa è la volta di Clara Brasca, architetto e artista che opera sul versante della memoria neoclassica (Canova, Winkelmann) in maniera postmoderna.
In occasione di questa sua mostra è stato editato un catalogo che sarà presentato all’inaugurazione.

DISEGNI & COLLAGE

La metafisica astratta di Clara Brasca
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Nella Roma imperiale quando un imperatore succedeva ad un altro, per morte naturale o per eliminazione, si procedeva a farne il ritratto che poi veniva passato al laboratorio marmista al fine di procedere alla moltiplicazione del ritratto medesimo e questo perché lo stesso ritratto veniva inviato in tutte le sedi e strade consolari romane sparse nell’impero. Un po’ come si fa oggi quando si cambia il Presidente della Repubblica di cui viene fatto un ritratto fotografico, il quale viene inviato in tutte le sedi ufficiali dello Stato al fine di sancirne la presenza e identità nazionale.

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Questo ritratto in marmo veniva affidato e ripreso dai copisti che con il compasso ne misuravano dei punti fissi che ripetuti nel blocco di marmo ne determinavano altezza, larghezza e spessore. Questo a scapito del modellato dell’originale che tiene sempre i segni dello scalpello. Quindi le diverse modalità tecniche per questo taglio del marmo hanno dato forma e sagoma alle teste sin qui pervenuteci e presenti nei musei archeologici del nostro paese. Così come accanto a questo modo di operare si è sviluppato un sapere tecnico, così descritto nell’Enciclopedia Treccani dell’Arte:
L’insieme di alcuni elementi, combinati in una formula fissa, che viene utilizzato per dare forma anche a singole componenti di una creazione statuaria (viso, corpo, panneggio, ecc.). L’individuazione delle ricorrenti tipologie usate dallo scultore romano, anche al servizio di soggetti diversi e delle modalità con cui essi vengono combinati fornisce una prima possibilità di approccio al processo inventivo dell’artista e di valutazione della sua originalità creativa. Contemporaneamente si è cercato di precisare il significato degli atteggiamenti così definiti, ricorrendo alla terminologia e alla casistica offerta, per la retorica, dagli stessi scrittori latini. In questo senso il livello rappresentato dalla copia precisa, o comunque tendenzialmente fedele, appare coincidente con quello della interpretatio, che richiederà diligentia e accuratio“.
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Ecco qui, in questo breve testo, si sostanzia tutto il senso della metafisica di Clara Brasca. La necessità di un’interpretazione che richieda diligenza e cura del lavoro fa sì che il modello diventi un concetto astratto che si esprime, sì, per mezzi tecnici, ma che dia forma ad una retorica spirituale in cui si riconosca e la tipologia e la forma della classicità e della neo classicità. La purezza della forma, la linearità liscia senza increspature o rotture del segno, bensì la sua continua fluidità, fanno dell’estetica del bello il centro nodale descritto da J.J. Winckelmann, messa in pratica nel disegno di A. R. Mengs e in scultura dal nostro Antonio Canova.