Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)
  • Claudio Polles

Pechino, Boris Brollo it

Cari Colleghi

fedele allo slogan: “ agire localmente pensando globalmente” vi porto il saluto della delegazione italiana a questa nostra Assemblea Mondiale che si tiene nella città di Pechino. Sembra un segno del destino questo! L’Europa politico istituzionale in crisi, qui rappresentata per mezzo della sua punta di diamante l’arte,  si trova in crisi proprio grazie alla concorrenza della grande Cina.

E tutto ciò crea un grande  senso di angoscia  nei mercati  europei come crea angoscia nella ricerca artistica da noi  in Europa oramai stanca e globalizzata.

Si è potuto vedere anche con quale curiosità è stato accettato il Padiglione della Cina dentro la Biennale di Venezia dove si è vista una Cina vivace ma non poi proprio così lontana dai nostri traguardi e interessi. Di certo noi soffriamo meno quali italiani e soprattutto veneti del nord Est in cui una lunga tradizione ci lega all’Oriente grazie anche alla curiosità storica di Marco Polo come quella in tempi più recenti del fotografo Felice Beato, sempre veneto, nella Cina di fine Ottocento.

Ma è soprattutto nell’idea di globalizzazione, che pervade la nostra cultura più recente, in cui  si segna la crisi della nostra tradizione italiana e qui va colta la necessità di mantenere altrimenti più viva che mai la nostra tradizione come è viva e interessante la Vostra tradizione artistica e pittorica.

C’è un grande dibattito nel nostro Paese in questo senso, e cioè  se la tradizione pittorica deve esistere sugli stilemi del passato o se essa debba coniugarsi alla cultura globale con il rischio di appannarsi o addirittura di disperdersi.

Il mercato tende a creare nella sua commercializzazione un comune denominatore di interesse artistico e questo per vendere di più  e meglio ma noi restiamo convinti che nella differenza ci sia più  verità che non nella omologazione che tutto appiattisce e rende simile. Diversamente che senso avrebbe il Made in Italy nel campo della moda? Potremmo chiamarlo Made in Europa. E quindi si oscilla fra una spinta centrifuga ed una centripeta . In molte zone dell’Europa si va estendendo il concetto della Denominazione Controllata a dimostrazione della certificazione di origine del prodotto di quel Paese. Così riteniamo debba essere fatto per l’arte. Ovviamente non tanto nella certificazione di una identità data per mezzo della carta bollata quanto dettata dalla tradizione pittorico e artistica di ogni Paese Europeo.

E’ un grande onore, quindi, essere qui a confrontarci non solo con idee diverse bensì con tradizioni culturali diverse convinti che queste diversità se sommate diano comunque un altro risultato che sta fuori di ognuna delle nostre culture e getti le basi per una terza che riguarderà le future generazioni consce del loro passato e delle loro tradizioni.

Diamo spazio in questa Assemblea mondiale alle nostre suggestioni perchè sulla base di queste potranno trovare origine i nostri sogni su una cultura artistica che ci veda tutti uniti pur nella propria diversità.

Buon Lavoro

Per la Delegazione Italiana
Boris Brollo, presidente aiap-unesco
Biagio Pancino, vice presidente aiap-unesco.