Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)
  • Claudio Polles

Note critiche – Niccola GIANNONI


Il Guardianodi Susanna Benassi
Niccola Giannoni (“il Pivino”)

Le forme di Niccola Giannoni, “il Pivino” giocano con ironia e immaginazione attorno ad un tema universale che è quello dell’essenza dell’animo umano.
Cosa si nasconde dietro alla maschera che ognuno si trascina faticosamente appresso?
La veste vuota è il simbolo dell’apparente, del superfluo; è lo schermo che interponiamo tra noi e gli altri, il coperchio che protegge la nostra parte più intima e sensibile dalle aggressioni esterne, ma che ci impedisce di vivere appieno i nostri istinti, i nostri desideri, di soddisfare le nostre esigenze primarie.Un ostacolo volontario che ci limita, ci uniforma ad un canone sociale imposto.
Il vuoto della veste è un punto interrogativo su ciò che si cela o si potrebbe celare all’interno: lo spirito di chi la indossa o decide d’indossarla.
Può l’anima restare imprigionata dentro uno schema od esserne influenzata?
Possono i desideri, le emozioni, le idee restare chiuse eternamente in uno spazio ameno e circoscritto alla pura immagine di sé?
La veste dei personaggi scultorei, tutti diversi, eppure accomunati dal vuoto corporeo, induce alla riflessione sui rapporti tra gli esseri umani, così limitati, così superficiali, così ostacolati dall’apparenza.
Il messaggio dell’artista è un’ incitazione a non fermarsi di fronte alla maschera, a ritrovare la curiosità e la voglia di conoscere nel profondo chi abbiamo di fronte. Arricchire se stessi attraverso la conoscenza degli altri, abbandonando timore e pregiudizio, assecondando l’istinto.
La leggerezza della materia rende le opere di Niccola Giannoni, delicate e luminose. La sottigliezza dei panneggi veicola la luce in una sorta di afflato lunare.

di Susanna Benassi