Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)

Note critiche – Luigi FRANCISCHELLO

Note critiche

MARIO NAVA
I CORPI SVELATI

Pur non essendosi mai assoggettato a condizionamenti accademici o ad atteggiamenti stilistici dettati dalle mode, Mario Nava non si è neppure abbandonato all’improvvisazione, maturando in anni di quotidiano lavoro e di continuo dialogo con la lezione di grandi maestri la leggera saggezza del suo modellato.
La passione per la creta, che da materia inerte diviene fra le dita di Nava la possibilità di una presenza, di un volto, ci racconta la coerenza di un artista che da sempre, nei nudi, indaga e rivela il profondo mistero della femminilità, poiché la donna è amante e amata, ma anche “madre”, “luce generatrice da cui scaturisce l’esistenza”, come ho già avuto modo di scrivere.
Le sue mani portano alla luce gli splendori dei corpi delle donne come se compissero un atto d’amore, determinati da una linea che pare quasi indugiare in una carezza. Mario, che ama “il gentil sesso” con il sincero rispetto di un uomo che è consapevole della sacralità che questo essere incarna, non canta però solamente la bellezza o l’amore che vibrano su volti e corpi perfetti, ma ugualmente il loro lento sfiorire o lo sciuparsi di una passione che trascolora in affetto (quindi un sentimento più vero e ricco di pietas), che nulla però sottraggono alla grazia e alla gentilezza che la donna, quasi solennemente, per questo artista porta dentro di sé, nel proprio animo, e che leggiamo nello sguardo profondo e austero delle sue sculture.
I nudi che Nava modella hanno un tratteggio lieve, quasi irreale, che li sospende in un’atmosfera che pare eternarli in uno spazio senza luogo né tempo. Lasciano intravedere una compostezza ed un’ eleganza sottile, che è raccolta nella fierezza con cui questi corpi sinuosi raccontano l’essenza del femminile, che diviene un guizzo di luce che si riflette nei loro sguardi. La luce è quanto ci colpisce delle opere di questo artista, che svincola le proprie sculture dal peso opaco dell’argilla e le libera, leggere, nella delicata sensualità di morbide patine.

Cristina Palmieri

… Egli va’oltre la configurazione estetica ora sensibile alla Medardo Rosso, oppure plasticamente  dura alla Boccioni nel suo periodo “cubo/futurista”, egli ora cerca nel superamento di queste forme diverse un archetipo del femminino che lo riconduca ad una analisi figurale nuova e moderna della Venere Callipigia e questo grazie alla sua sensibilità poetica che usa come transfert fra il maschile ed il femminile che si trovano in lui.

Boris Brollo

….Dotato di  una acuta sensibilità ha colto del “Chiarismo Lombardo” le atmosfere sospese tra sogno e realtà, fra poesia e spregiudicatezza, tra concreto ed astratto maturando gradualmente un registro frutto, più che di una costruzione mentale, di un’adesione naturale e poetica al mondo ed alle cose. Il suo affinamento è accertabile soprattutto nelle opere più recenti rivelatrici di una conquistata abilità e di una profonda conoscenza delle possibilità dei mezzi usati.

Flavia Benvenuto Strumento

……Fin dall’inizio, Mario Nava, si esprime insistendo nei dettagli anatomici o “oversize” ma con i lavori recenti  sembra aver chiuso la fase della ricerca e dell’eccletismo, e annunciare un’intenzione di scultura in cui sensibilità e forma fluiscono senza dissidi. Pare infatti che il suo programma tolga enfasi alle regole formali per potenziare le qualità puramente scultoree della massa – o della mancanza di essa -  e dei suoi contorni e spazi.

Luigi Sera