Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)

Note critiche – Luigi FRANCISCHELLO

Quella di Francischello è una pittura tutta basata sulla forma e sul colore, dove il gesto, il pensiero, la menzogna convivono allegramente. Si può interpretare il vivere in svariate formule: la vita come attività ludica. la vita come ricerca, la vita come provocazione, la vita come impegno sociale, la vita come illusione. La vita come verità moralmente ed eticamente vivibile, la vita come inventiva, la vita come partecipazione emotiva, la vita come correlazione sessuale, la vita come business. Così la vita cosi l’arte: in questo modo la pittura e il pensiero diventano esperienza, immagine, materia.

Ecco. allora. Francischello, in quanto entità fisica e pensiero attivo, che continua ad affermare, oramai da innumerevoli anni, un grido di libertà, un grido solitario e ramingo, irregolare e scarnificato: un grido che non può trovare confratelli o sodali, perché troppo esacerbato e provocatorio. Ma lo sappiamo bene, ciò che conta non è il bagno di folla, quanto il consenso di una pattuglia dì eletti, dato che nelle posizioni di frontiera è importante affrontare il nemico nel corpo a corpo e non farsi scudo della massa. In questo senso, tutto il suo lavoro e posto all’insegna di una plateale generosità cromatica, quella che in effetti ci rende disponibili al conflitto, allo scontro, al rischio.

La sua pittura è schizzata con frizzante rapidità, è segnata da sardoniche linguette rosse e blu, è ornata da puntinature ossessive, è ricamata da inserimenti o citazioni fotografiche. Nella ridondanza dell’opera, nella sua stratificazione multistilistica, si manifesta. la condizione di una tensione forte, carica di energia positiva, in cui ogni inclinazione dionisiaca viene a coincidere nell’evento fattuale della composizione pittorica, in modo che segno e campo s’incontrano per rivivere il tempo privilegiato dell’età dell’oro.

Boris Brollo