Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)
  • Claudio Polles

Note critiche – Clara BRASCA

Note critiche di BRASCA

CLARA BRASCA
DISEGNI & COLLAGE
La metafisica astratta di Clara Brasca
Nella Roma imperiale quando un imperatore succedeva ad un altro, per morte naturale o per eliminazione, si procedeva a farne il ritratto che poi veniva passato al laboratorio marmista al fine di procedere alla moltiplicazione del ritratto medesimo e    questo perché lo stesso ritratto veniva inviato in tutte le sedi e strade consolari romane sparse nell’impero. Un po’ come si fa oggi quando si cambia il Presidente della Repubblica di cui viene fatto un ritratto fotografico, il quale viene inviato in tutte le sedi ufficiali dello Stato al fine di sancirne la presenza e identità nazionale.
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Questo ritratto in marmo veniva affidato e ripreso dai copisti che con il compasso ne misuravano dei punti fissi che ripetuti nel blocco di marmo ne determinavano altezza, larghezza e spessore. Questo a scapito del modellato dell’originale che tiene sempre i segni dello scalpello. Quindi le diverse modalità tecniche per questo taglio del marmo hanno dato forma e sagoma alle teste sin qui pervenuteci e presenti nei musei archeologici del nostro paese. Così come accanto a questo modo di operare si è sviluppato un sapere tecnico, così descritto nell’Enciclopedia Treccani dell’Arte:
L’insieme di alcuni elementi, combinati in una formula fissa, che viene utilizzato per dare forma anche a singole componenti di una creazione statuaria (viso, corpo, panneggio, ecc.). L’individuazione delle ricorrenti tipologie usate dallo scultore romano, anche al servizio di soggetti diversi e delle modalità con cui essi vengono combinati fornisce una prima possibilità di approccio al processo inventivo dell’artista e di valutazione della sua originalità creativa. Contemporaneamente si è cercato di precisare il significato degli atteggiamenti così definiti, ricorrendo alla terminologia e alla casistica offerta, per la retorica, dagli stessi scrittori latini. In questo senso il livello rappresentato dalla copia precisa, o comunque tendenzialmente fedele, appare coincidente con quello della interpretatio, che richiederà diligentia e accuratio“.
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Ecco qui, in questo breve testo, si sostanzia tutto il senso della metafisica di Clara Brasca. La necessità di un’interpretazione che richieda diligenza e cura del lavoro fa sì che il modello diventi un concetto astratto che si esprime, sì, per mezzi tecnici, ma che dia forma ad una retorica spirituale in cui si riconosca e la tipologia e la forma della classicità e della neo classicità. La purezza della forma, la linearità liscia senza increspature o rotture del segno, bensì la sua continua fluidità, fanno dell’estetica del bello il centro nodale descritto da J.J. Winckelmann, messa in pratica nel disegno di A. R. Mengs e in scultura dal nostro Antonio Canova.
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Clara Brasca ha un suo mondo ideale in cui le sue figure si muovono e intersecano un dialogo con l’attualità soprattutto nella sua pittura ad olio, mentre nei disegni qui rappresentati, come nei collage, si è voluto spingere il lacerto figurale tramite la carta o la tempera a ricomporsi in un unicum ideale dato dall’immagine definitiva.

Boris Brollo

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

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Chiara Guidi “Dipintidigesti” catalogo Galleria Maria Cilena – Milano 1997

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Roberta Ridolfi “Juliet” n° 86 Giugno 1997 – pag. 75

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Chiara Guidi “Clara Brasca” catalogo Galleria Omphalos – Terlizzi (BA) 1995

Chiara Guidi ” Sguardi e Vedute Italiane” catalogo Gallery Roji – Kyoto 1994

Angela Madesani testo mostra Galleria Cardi – Milano 1993

Elena Pontiggia “Flash Art” Anno XXIII n° 174 Aprile 1993 – pag. 79

Lorella Giudici “Juliet” Anno XIV n° 62 Aprile 1993 – pag. 65