Critico d'arte – Curatore esterno museo MACA – Acri (Cs)

Note critiche – Cesare SERAFINO

La pittura di Serafino nasce dal suo interesse per l’archeologia del territorio e in particolare per le testimonianze più antiche della Pedemontana dello Spilimberghese: castellieri e castelli ridotti a rovine e da lui frequentati in gioventù alla ricerca di tracce del passato. Graffiti sulle antiche mura, reperti lavorati in modo elementare, pietre recanti iscrizioni o incise sommariamente, da sempre suscitano in lui una grande attrazione e diventano temi ricorrenti nei suoi dipinti.

Serafino introduce nella sua pittura reminescenze che si addentrano in profondità alla ricerca degli archetipi dell’uomo: segni ancestrali, arcaici, magici, misteriosi, che ricordano emblemi solari, divinità barbariche decorazioni procristiane, rosoni di cattedrali dipinti sul foglio con gestualità saettante e repentina.

Tra le numerose personalità artistiche con cui Serafino entra in contatto rimane affascinato da Tono Zancanaro (Padova 1906 – 1985), incisore che dedicò particolare impegno nella realizzazione di opere grafiche dense di satira graffiante.

L’attività di Serafino tende anche a recuperi e reinvenzioni del quotidiano, dell’oggetto desueto che l’artista vuole rivalutare. A volte sono pietre e sassi raccolti casualmente e che non detengono alcun valore finché non vengono utilizzati e sottoposti ad un intervento pittorico che li trasforma in oggetti d’arte.

Lo stesso vale per le scatole di legno dipinte e altri oggetti che rientrano nell’operazione di recupero di materiali poveri. A volte alla scrittura gestuale, l’artista abbina l’innesto di materiali inconsueti: sulla tela dipinta inserisce frammenti di legno e di coccio oppure fa diventare supporto una superficie lapidea, una pietra sulla quale traccia i suoi segni cromatici che evocano idoli, scudi tribali, segni apotropàici.

Serafino è un esponente del Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi e fa parte del Comitato promotore per l’istituzione del Museo Civico. Impegnato nelle operazioni di salvaguardia dell’ambiente e dell’arte del territorio attorno a Spilimbergo, è un animatore culturale vivace e pronto a ogni forma di accoglienza e solidarietà attraverso le espressioni artistiche. Nel 1984 divenne protagonista di una performance all’interno della Biennale di Venezia.

(Tratto da Opere della Collezione Regionale Arte del Friuli Venezia Giulia)

ANTOLOGIA CRITICA

I suoi quadri sono autoritratti di un carattere, coerente espressione di una personalità in continua evoluzione.

Giorgio Celiberti

Sono certo che l’opera di questo pittore meriterebbe d’essere meglio conosciuta e valorizzata, ed è l’augurio più sentito che gli invia il suo…

Orfeo Tamburi

… In questi recuperi mitico-archeologici dell’artista Serafino sono presenti grande finezza e sensibilità e rappresentano lo specchio dei suoi più appassionati interessi..

Emilio Vedova

Serafino ha energia nella materia e splende con lei

Vittorio Sgarbi

…”materia, grafia e pittura” sono questi tre elementi che caratterizzano il sogno dell’artista Serafino; un sogno che viene dal passato archelogico e che porta l’occhio su quell’inesauribile materia (i “muri antichi” sintesi senza limiti di tempo) dove rivivono le immagini di antichi popoli in un preciso disegno grafico…

Emidio Di Carlo